La procura di Taiwan ha incriminato un ex manager di TSMC con l'accusa di aver copiato 21 documenti riservati dell'azienda, alcuni dei quali riguarderebbero tecnologie per semiconduttori considerate "tecnologie nazionali fondamentali" dal governo taiwanese. Stando a quanto riportato da Nikkei Asia, il materiale avrebbe dovuto essere utilizzato in Cina, anche se il trasferimento non sarebbe mai avvenuto.

L'uomo, identificato con il cognome Chen, si trova in stato di detenzione dalla fine di maggio. I pubblici ministeri hanno chiesto una condanna fino a sette anni di carcere, in quanto si tratterebbe del primo caso avviato ai sensi della National Security Act di Taiwan relativo a un presunto tentativo di divulgazione delle tecnologie più sensibili dell'isola nel settore dei chip.

Secondo quanto riferito dalla procura, TSMC ha rilevato irregolarità attraverso i propri sistemi interni di monitoraggio. L'azienda ha avviato un'indagine interna e sarebbe riuscita a recuperare tutti i documenti copiati in modo improprio, impedendo così che venissero trasferiti all'esterno.

Un portavoce dell'Alta Procura taiwanese ha definito il caso "altamente rilevante", nonostante il tentativo non sia andato a buon fine, proprio perché rappresenta il primo procedimento di questo tipo legato alla protezione delle tecnologie strategiche per i semiconduttori.