I dati del Rapporto Invalsi 2026 restituiscono una fotografia complessa del sistema scolastico nazionale, con la scuola primaria che attraversa una fase di trasformazione profonda. La rilevazione ha coinvolto una platea imponente: circa 11.374 istituzioni scolastiche e oltre 2,4 milioni di allievi che hanno sostenuto le prove tra primaria e secondaria di primo e secondo grado, con un impegno organizzativo che ha visto la somministrazione di circa 2,44 milioni di prove cartacee solo nel primo ciclo.

L'analisi dei risultati in seconda primaria rivela un sistema in affanno, con punteggi medi nazionali che segnano il valore più basso dell'intera serie storica iniziata nel 2019: 191,6 punti in Italiano e 189,2 punti in Matematica. In Italiano, il 67,3% degli alunni raggiunge la fascia base, dato sostanzialmente stabile, ma che nasconde una contrazione delle fasce di eccellenza. In Matematica, la soglia di adeguatezza è superata dal 63,7% dei bambini, con un calo di 3,3 punti percentuali rispetto al 2025.

Al termine del ciclo, in quinta primaria, la situazione si conferma sistemica: in Italiano raggiunge la fascia base il 72,7% degli alunni, in Matematica il 63,3%.

L'analisi regionale e i divari territoriali