L'Editoriale

Martedì 21 Luglio 2026

MONDO. Per lasciare il segno e mettere il freno alla marea montante del qualunquismo di Farage, Burnham dovrà scommettere sulla parte migliore di sé e tramutarsi nel sindaco della Gran Bretagna.

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Ed eccoci a commentare l’avvento di Andy Burnham, 56 anni, per due mandati sindaco della Greater Manchester e per questo detto «il re del Nord», successore del pallido Keir Starmer e quindi settimo premier britannico degli ultimi dieci anni: cinque conservatori e, contando lui, due laburisti. Il dato fondamentale da cui partire, infatti, è proprio questo. Estenuati da questa girandola povera di risultati, molti cittadini britannici e molti osservatori esteri guardano allo sbarco di Burnham a Downing Street come a un evento foriero di grandi novità. Meglio non confondere la speranza con la realtà. Anche a livello nazionale, Burnham non è un volto nuovo, al contrario: è un politico di lungo corso che è stato ministro della Sanità (2009-2010) e per due volte (2010 e 2015) si è candidato senza successo alle leadership del Partito laburista. È stato il veloce declino del povero Starmer a riaprirgli, abbastanza a sorpresa, la strada verso il vertice.