MIRANO (VENEZIA) - Il corpo senza vita di un ventiquattrenne di Noale per il momento ancora senza nome è stato recuperato nella prima mattinata di ieri, poco dopo le sei, dalle acque del fiume Muson all'altezza di via Bastia Fuori, in pieno centro a Mirano. Un recupero avvenuto ieri ma per cui i vigili del fuoco avevano già fatto un primo intervento due giorni prima giovedì notte quando una donna residente nella via vicina aveva sentito il rumore di un tonfo seguito da alcune grida d'aiuto. Quella sera i vigili erano intervenuti ma non erano riusciti a individuare il corpo che invece è ritornato a galla due giorni più tardi.
Il ritrovamento A intervenire ieri mattina per il recupero sono stati i vigili del fuoco di Mestre e i sommozzatori di Vicenza. Ad allertarli alle prime ore del giorno è stato un passante che avrebbe notato il corpo di un uomo privo di vita immerso nelle acque torbide del Muson. Sul posto anche i carabinieri: sono loro ad avere in mano le indagini. Le operazioni di recupero, seguite da diversi residenti e passanti la cui attenzione è stata attirata dai numerosi mezzi di soccorso fermi sull'argine, si sono concluse in mattinata. Il cadavere, un giovane residente di Noale, è stato rinvenuto privo di documenti e al momento non è ancora stato identificato. Addosso aveva solo i pantaloni: quando i sommozzatori l'hanno riportato a terra era senza calzature e senza maglietta. Indumenti che potrebbero anche essere stati trascinati nella corrente. Secondo le prime ricostruzioni, la salma sarebbe rimasta in acqua per almeno due giorni, dopo la caduta presumibilmente avvenuta giovedì notte. Un dettaglio peggiorato anche dal caldo torrido che ha compromesso le condizioni del corpo e rallentato i lavori per l'identificazione. Del fatto è stato avvisato il magistrato di turno, che coordinerà gli accertamenti necessari all'identificazione, incluso l'esame autoptico. Solo gli esami medico-legali, infatti, potranno chiarire con certezza tempi e cause del decesso, oltre a fornire elementi utili a risalire all'identità della vittima. Al momento non risultano denunce di scomparsa presentate nei giorni scorsi sul territorio comunale. L'allarme La segnalazione della caduta era arrivata ai carabinieri alle tre di notte di giovedì, quando una residente affacciata dalla finestra aveva sentito i rumori di una caduta e le grida di aiuto. Le ricerche quella notte si erano concentrate sulla zona del fiume e attorno al parco di Villa XV Aprile, nei pressi del ponte che collega l'area verde a calle Ghirardi, attualmente interessato da lavori di ristrutturazione. Proprio la presenza del cantiere aveva fatto ipotizzare ai militari una possibile caduta accidentale in quel tratto. Quella sera era stato controllato anche il fossato frontale a via Bastia Fuori, che costeggia il parco, ma senza esito: della persona segnalata non era stata trovata alcuna traccia. A ricollegare i due episodi è stato, ieri mattina, il compagno della donna che aveva lanciato l'allarme giovedì notte. Uscito di casa per andare al lavoro, l'uomo ha notato la presenza di carabinieri e vigili del fuoco lungo l'argine e si è fermato a chiedere cosa fosse successo. Appresa la notizia del ritrovamento del cadavere, ha riferito agli operatori presenti che si sarebbe potuto trattare della stessa persona segnalata dalla compagna nella notte tra giovedì e venerdì. Le indagini I carabinieri stanno scandagliando la via alla ricerca di testimoni e di videocamere della sorveglianza, pubbliche e private, per cercare di ricostruire l'accaduto. Fondamentale sarà l'esame autoptico per stabilire se sul corpo vi siano segni di violenza e in che condizioni fosse il giovane al momento della caduta, se fosse in stato di alterazione o meno. Al momento nessuna ipotesi è esclusa, sebbene quella del gesto volontario sia la pista meno battuta.







