di
Andrea Camurani
Il sommozzatore ha notato la sagoma durante un'immersione a Castelveccana. Il corpo è stato recuperato e ora sarà sottoposto al test del dna. L'ipotesi è che possa trattarsi del giovane ivoriano che, il 22 agosto scorso, si era buttato senza più riemergere: l'avevano cercato anche i robot
È stato recuperato intorno alle 14.20 di domenica 12 luglio e portato a riva a bordo di un battello il corpo ritrovato in mattinata nel lago a Castelveccana. Si tratta di una località turistica sul Lago Maggiore particolarmente frequentata da subacquei. Ed è stato proprio un sub a rinvenire il cadavere alla profondità di circa 40 metri al largo della località Caldè: il subacqueo stava esplorando un tratto di fondale ad una sessantina di metri da riva, quando ha visto il corpo adagiato su di un fondale ghiaioso, e una volta risalito in superficie ha dato l’allarme al 112.
Subito si è mossa la macchina dei soccorsi, e i vigili del fuoco di Varese hanno inviato sul posto una squadra con un'autopompa e battello pneumatico da soccorso, oltre ad una squadra di sommozzatori e l'elicottero di stanza a Malpensa. Sul posto anche la Guardia costiera di Lesa (arrivata con una vedetta dalla base di Solcio, sponda piemontese del Verbano), oltre ad alcune unità dei carabinieri della staione di Castelveccana.







