MILANO I militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Como hanno eseguito l’applicazione di un decreto di amministrazione giudiziaria, ai sensi del Codice Antimafia, nei confronti di un’azienda di Cantù (CO), attiva nel settore della lavorazione della carta e del cartone, rispetto alla quale è emerso, secondo la prospettazione accusatoria, un condizionamento nel libero esercizio dell’attività d’impresa da parte di soggetti appartenenti ad associazioni di tipo mafioso. In particolare, gli sviluppi investigativi successivi all’operazione “Cavalli di razza” hanno permesso di accertare, sin dall’anno 2019, la continuità dei rapporti economici intercorsi tra la società canturina e un’altra società con sede a Lomazzo (CO), riferibile a un esponente di primo piano della ‘Ndrangheta di Fino Mornasco (CO) condannato in via definitiva. Le indagini hanno infatti rivelato come non solo l’affidamento della commessa di lavorazione da parte dell’azienda sia proseguito nonostante le condanne inflitte al socio occulto della società di Lomazzo, ma come la stessa abbia intessuto rapporti economici con fornitori appartenenti alla criminalità organizzata, operanti nell’ambito del trasporto merci per conto terzi e condannati in via definitiva per il reato di associazione mafiosa. Gli approfondimenti eseguiti hanno permesso di rilevare come il management societario sia rimasto inerte a fronte della progressiva infiltrazione mafiosa e come l’assenza di controlli sul personale assunto abbia permesso, in taluni casi, l’impiego di dipendenti risultati gravati da qualificati precedenti penali e da misure cautelari personali per reati connessi al traffico di stupefacenti. L’amministrazione giudiziaria così disposta consentirà di procedere, d’intesa con gli organi amministrativi della società, all’analisi dei contratti in corso e alla rimozione di quelli in essere con soggetti direttamente o indirettamente collegati alla criminalità organizzata. L’opera dell’amministratore e del Tribunale di Milano permetterà di sviluppare gli opportuni presidi di prevenzione e controllo tesi ad evitare la reiterazione di circostanze analoghe a quelle scoperte nel corso delle indagini, anche in considerazione del fatto che gli stabilimenti dell’azienda insistono in un contesto territoriale caratterizzato da un’alta densità mafiosa e in larga parte ricadente sotto l’area di influenza della ‘Ndrangheta di Fino Mornasco, Appiano Gentile, Cermenate e Mariano Comense.