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L’ennesima americanata è stata l’Halftime show in una partita di calcio, anzi, di più nella finale dei Mondiali 2026 che si sono conclusi domenica con la vittoria della Spagna (Olè). Le esibizioni musicali nell’intervallo fra un tempo e l’altro di un incontro sportivo sono abitudini mutuate dal Super Bowl, veri e propri eventi, sia per gli artisti scelti che per la risonanza che accompagnano i mini concerti.In una finale dei mondiali, però era la prima volta. E non può stupire che siano stati proprio gli Stati Uniti a imporre questa innovazione, prontamente accettata dal presidente della Fifa Gianni Infantino che si annoiava a vedere una partita di calcio per intero. L’intervallo fra il primo e il secondo tempo, però, invece che i soliti 15 è durato 27 minuti di cui undici minuti di esibizioni pure, dieci per montare e smontare il palcoscenico e il resto speso per far uscire i calciatori alla fine del primo tempo e poi per aspettare che tornassero in campo.
Ora, sinceramente, per la finale dei Mondiali e sapendo che la direzione artistica dell’evento era affidata a Chris Martin leader dei Coldplay, ci saremmo aspettati uno spettacolo fantasmagorico invece che una compilation da Festivalbar americano in playback. Certo abbiamo visto… Madonna portata in processione da Ronaldo e Ronaldinho, raffinatissimi nelle loro tute sportive in acetato, il primo che ha portato la panza, il secondo la presenza ma negli spot di scarpe. A seguire, in ordine sparso, i Muppets diretti da Gustavo Dudamel, i BTS esponenti di spicco del K-pop, Justin Bieber che pascolava sul campo come uno stornellatore napoletano accompagnandosi con la chitarra nel suo pezzo meno memorabile fra i suoi immemorabili pezzi e Shakira scelta forse in quanto ex moglie dell’ex calciatore Gerard Piqué che giocava nel Barcellona, che è squadra di Spagna che era finalista ai mondiali, che al mercato mio padre comprò.










