Nessuno pensa davvero che Donald Trump piloti un F-16 o che Roberto Vannacci abbia mai messo piede nel Colosseo vestito da Cesare. Il punto, per�, non � questo: la slopaganda non punta a ingannare sui fatti; punta a incollare due immagini nella testa di chi guarda, fino a farle diventare un'unica sensazione.
Il filosofo Micha? Klincewicz, che ha studiato il fenomeno insieme al collega di Macquarie University Mark Alfano e al ricercatore indipendente Amir Ebrahimi Fard, la descrive cos�: mettere Satana accanto a Trump, l'America accanto al male, e ripetere l'accostamento finch� non si fissa nella mente, anche quando lo spettatore sa perfettamente che si tratta di un fotomontaggio. � una forma di persuasione che scavalca il ragionamento e lavora sull'istinto.
Il termine, gi� registrato dalla Treccani, nasce dalla fusione tra "slop" (la parola con cui in inglese si indica il materiale scadente e ripetitivo sfornato in massa dai generatori di immagini e testo) e "propaganda". Descrive contenuti dall'estetica iperrealistica, dai toni sopra le righe e da un costo di produzione quasi nullo, pensati per correre veloci sui social. Non a caso il paper firmato da Alfano, Klincewicz e Ebrahimi Fard cita il caso di News Corp Australia, che sforna circa 3.000 articoli "locali" alla settimana generati con l'intelligenza artificiale: un volume impensabile con la sola manodopera umana.











