di
Paolo Centofanti
La sospensione di 14 giorni è dovuta all’istanza presentata da 12 stati americani ad un tribunale della California per i rischi sulla concorrenza nel mercato della distribuzione nei cinema
Ci sono nuovi ostacoli verso l’acquisizione da parte di Paramount Skydance di Warner Bors. Discovery: un giudice di una corte della California ha accolto la richiesta di ordinanza restrittiva temporanea richiesta da 12 stati degli Stati Uniti, che hanno intentato una causa contro l’operazione da 111 miliardi di dollari. L’accusa è che l’acquisizione, che comporta la fusione di due delle maggiori case cinematografiche di Hollywood, porterebbe ad una concentrazione di potere tale da compromettere la concorrenza nel mercato della distribuzione cinematografica. Nella prima fase dell’istruttoria, il giudice incaricato ha riconosciuto come fondate le preoccupazioni dell’accusa. L’ordinanza temporanea impone un blocco dell’operazione di acquisizione per 14 giorni, ma può essere rinnovata e trasformata in un’ingiunzione preliminare che fermerebbe la transazione fino alla conclusione del processo.L’esposto era stato presentato la scorsa settimana dagli stati dell'Arizona, California, Colorado, Connecticut, Massachusetts, Minnesota, Nevada, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon e Washington, sotto la guida del Procuratore Generale della California Rob Bonta. Lo scorso giugno, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva dato il suo via libera all’acquisizione, sostenendo che non ci fossero problemi sul versante della concorrenza. Secondo l’ufficio del procuratore, l’acquisizione presenterebbe invece almeno tre ordini di problemi. Sul fronte della distribuzione generale di film nelle sale, Warner Bros e Paramount rappresenterebbero insieme il 27% del mercato, mentre tre studi controllerebbero ben il 75% del mercato portando ad una eccessiva concentrazione. Restringendo il campo ai “blockbuster”, Paramount e Warner insieme avrebbero oltre il 30% del mercato. Sul versante della TV via cavo americana, la combinazione degli asset di Warner con quelli di Paramount porterebbe sempre ad una quota di mercato superiore al 27%.“L’acquisizione proposta da Paramount di Warner Bors porrà fine alla concorrenza [tra gli studi], minacciando un aumento dei prezzi per gli spettatori, il declino della distribuzione di film nelle sale e una riduzione della varietà e della qualità dei contenuti distribuiti” aveva scritto l’ufficio del Procuratore della California in una nota stampa. Nelle motivazioni che accompagnano l’ordinanza restrittiva, il giudice sembra dar ragione in parte all’accusa: “i querelanti hanno presentato prove convincenti che l’azienda che nascerà dalla transazione possederà una quota sostanziale del mercato della distribuzione cinematografica (stimata nel 27% del mercato). Anche con solo questa quota di mercato, la Corte è portata a ritenere che la fusione proposta abbia buone probabilità di violare le norme antitrust”.












