La Regione Lombardia investe 300 mila euro nel triennio 2026-2028 per il recupero e la valorizzazione dei mulini storici: l’assessora alla Cultura Francesca Caruso ha spiegato a Fanpage.it come funziona il bando, chi può richiedere i contributi e cosa prevede la Settimana regionale dei Mulini Storici.
Groppello d'Adda, Milano, Lombardia
Cuore pulsante dell’agricoltura italiana, la Lombardia custodisce una storia rurale antichissima, le cui radici affondano nel Medioevo, quando i monaci bonificarono vaste aree paludose trasformandole in campagne fertili. Tra i simboli più rappresentativi di questa tradizione ci sono i mulini, monumenti storici dell’archeologia rurale e industriale che, sfruttando la vasta rete di fiumi e canali, hanno sostenuto per secoli l’economia locale. Non servivano soltanto a macinare cereali, ma azionavano anche segherie, torchi, fucine e numerose attività artigianali, diventando il cuore della vita delle comunità. Oggi in Lombardia se ne contano oltre 700 e, per tutelarli e valorizzarli, la Regione Lombardia ha approvato un bando e l’istituzione della Settimana regionale dei Mulini Storici. Lo stanziamento previsto è di 300mila euro complessivi per il triennio 2026-2028, anche se il contributo massimo erogabile è pari a 25mila euro; mentre per la Settimana regionale il contributo è di 60mila euro. Fanpage.it ha intervistato l'assessora alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso, per parlare di come funziona il bando, quali sono gli obbiettivi e perché è importante valorizzare un patrimonio lombardo come quello dei mulini storici.








