Milano, 21 apr. (askanews) – Valorizzare e recuperare il patrimonio costituito dagli oltre 700 mulini storici presenti in Lombardia, non solo custodi della memoria collettiva lombarda, ma anche investimento strategico per lo sviluppo del territorio. È questo l’obiettivo della legge “Disposizioni per la valorizzazione e il recupero dei mulini storici della Lombardia” approvata dall’Aula del Consiglio regionale, dopo una serie di audizioni con enti locali, associazioni di categoria, appassionati e volontari, che si sono svolte nelle scorse settimane in Commissione Cultura.
“La Lombardia, cuore produttivo d’Italia, vanta una rete di mulini che, dal Medioevo al Novecento, hanno plasmato paesaggi, economie locali e comunità – ha sottolineato il relatore Andrea Sala (Lega) -. I mulini sono i custodi del tempo e con questa legge interveniamo in modo organico, garantendone la sopravvivenza fisica e riattivandone il potenziale culturale, turistico ed energetico. Vogliamo inoltre incentivarne l’utilizzo nelle politiche di generazione elettrica, per sostenere lo sviluppo di comunità energetiche rinnovabili in Lombardia verso l’autonomia energetica”.
“Si tratta – ha spiegato la prima firmataria del provvedimento Alessandra Cappellari (Lega) – di un impegno ampio e trasversale, che coinvolge cultura, turismo, energia, scuola e territorio. L’obiettivo è salvaguardare la memoria collettiva e dare nuova vita a un patrimonio che racconta chi siamo, dove affondano le nostre radici e come la Lombardia abbia sempre saputo trasformare tradizione e lavoro in sviluppo e futuro. È una legge che contribuirà a preservare le nostre radici e la suggeriremo anche alle altre Regioni per poter valorizzare i mulini in tutta Italia. Questa legge trasforma un patrimonio dimenticato in un’opportunità concreta per il futuro”.






