Continuano le ricostruzioni dietro ai test effettuati a sorpresa ai due campioni durante il Tour de France, autorizzati dal Tribunale di Parigi: “Stretta proporzionalità tra la violazione e gli obiettivi della lotta al doping”

I controlli antidoping notturni, avvenuti durante il Tour de France tra sabato e domenica. a cui sono stati sottoposti Jonas Vingegaard e Tadej Pogacar hanno suscitato enorme indignazione e numerose critiche. Vingegaard (poi caduto nella tappa successiva) è stato svegliato nel cuore della notte alle due, mentre Pogacar, che indossa la maglia gialla ed era già stato sottoposto come da prassi ad altri test a fine tappa, ha subito il medesimo trattamento alle 5 del mattino. Una pratica che ha suscitato critiche, polemiche e sospetti. Le ultime indiscrezioni confermano che l'Agenzia antidoping francese abbia chiesto e ottenuto l'autorizzazione del Tribunale di Parigi per "chiari e fondati sospetti". Al centro delle analisi ci sarebbe la ricerca dell'ormone della crescita.

Test notturni a Pogacar e Vingegaard autorizzati dal Tribunale: "Seri e fondati sospetti" A sollevare un nuovo polverone attorno ad uno dei casi di questo Tour, è stata l'Equipe: il quotidiano sportivo francese ha confermato su fonti certe che le misure eccezionali, di intervenire con test a sorpresa sui corridori nel cuore della notte, sono state precedentemente approvate dal Tribunale di Parigi. In base alla legislazione sportiva, il giudice deve prima accertare la richiesta di intervento per la possibile esistenza di "seri e fondati sospetti", dunque il sospetto che si stiano violando o si stiano per violare le norme antidoping: "Come di consueto in vista del Tour de France, i tribunali di Parigi e Marsiglia, che hanno giurisdizione sui casi di doping, sono in contatto con l'UCI e l'ITA" si legge sul quotidiano. "Queste due giurisdizioni hanno competenza congiunta per pronunciarsi sulle richieste di controlli antidoping notturni". Pogacar e Vingegaard al Tour 2026, il danese si è ritirato durante la 15a tappa Cosa prevede la legge francese: l'articolo 232 sulla "proporzionalità" tra sospetto e controlli L'ITA, l'Agenzia Internazionale Antidoping che insieme a quella nazionale francese (AFLD) ha in mano la gestione dei test al Tour, ha così presentato una richiesta formale a un giudice di Parigi, ai sensi dell'articolo L.232-14-4 del Regolamento sportivo francese del 2015, per avere l'autorizzazione dei controlli antidoping, poi effettuati nella notte tra il 18 e il 19 luglio. Secondo tali regolamenti sportivi, i test infatti possono essere unicamente effettuati in quelle modalità invasive "a condizione che vi sia una stretta proporzionalità tra la violazione dei diritti dell'atleta in questione e gli obiettivi della lotta al doping, vale a dire la lealtà sportiva e la tutela della salute". Dunque, c'era un chiaro principio di dubbio, legato a sostanze proibite che hanno avvallato l'intervento poichè "l'organismo sportivo internazionale competente" come riportato ancora nell'articolo regolamentare era "a conoscenza di seri e fondati sospetti che egli stia per violare le disposizioni del presente capitolo".