Ieri sera tensione a Bologna durante la manifestazione nata pacificamente e organizzata per chiedere verità e giustizia per la morte di Abderrahim Fakir, l’uomo morto domenica durante un intervento di polizia. La famiglia della vittima prende le distanze dai violenti.

“Sono in via Italo Svevo numero 6, c’è una persona extracomunitaria che è arrivata di corsa dietro le autorimesse, sta urlando e scalciando tutti i basculanti, gridando aiuto che lo vogliono uccidere”. È quanto si sente nell’audio della telefonata arrivata due giorni fa alla polizia a Bologna da chi segnalava la presenza di Abderrahim Fakir, il 43enne poi deceduto al Pilastro nel corso di un intervento della polizia durante il quale era stato immobilizzato a terra e ammanettato.

Al passante che chiama la polizia una agente chiede una descrizione dell’uomo – la persona che ha chiamato era lì sul posto tanto da vedere Fakir e descrivere come era vestito e poi aggiungere che si era seduto su una scalinata -, poi la polizia promette un intervento. L’audio della telefonata è stato diffuso in esclusiva dal Tg1 nella serata di ieri, un giorno dopo la morte dell’uomo immortalata in un video e mentre a Bologna era in corso un presidio per l’uomo. Una manifestazione durante la quale ci sono stati degli scontri della polizia e si registrano anche almeno undici feriti. Lanci di bottiglie, vetrine infrante, idranti e anche delle auto in fiamme hanno segnato il corteo. Tra le persone rimaste ferite ci sono sia agenti che manifestanti, il 118 ha curato 5 poliziotti e 4 manifestanti mentre un altro agente e un manifestante sono stati portati in ospedale con ferite non gravi.