La compagnia statunitense ha sviluppato un’innovativa tecnica che permette di misurare la frequenza cardiaca attraverso la fotocamera anteriore del telefono: i dettagli del suo funzionamento e i possibili vantaggi

Mettete per un attimo da parte i vostri smartwatch, smartband o smart ring che dir si voglia, come Pixel Watch o Fitbit: per Google Research, il futuro della misurazione passiva della frequenza cardiaca a riposo risiede negli smartphone. La divisione di ricerca della compagnia californiana ha infatti messo a punto un innovativo sistema che fa uso della fotocamera anteriore dello smartphone per stabilire, con una buona affidabilità e accuratezza, la frequenza cardiaca dell’utente di turno.

Se implementato sui futuri modelli, si tratterebbe di un importante passo in avanti per l’esperienza d’uso quotidiana e la salute dell’utente: la frequenza cardiaca a riposo (RHR, in acronimo) costituisce infatti uno dei cardini principali della salute cardiovascolare, e alti valori di questo parametro vitale si associano spesso ad un maggior rischio di eventi cardiovascolari patologici, come l’infarto acuto del miocardio o l’ictus cerebrale.

Uno strumento che, alla luce dell’ampia diffusione attuale degli smartphone (ad oggi se ne stimano oltre 5 miliardi in tutto il mondo), renderebbe la misurazione di questo parametro vitale ancor più «democratica» e alla portata di tutti, come dichiarano gli stessi ricercatori, senza la necessità di acquistare altri dispositivi indossabili.In tal senso, gli studi futuri potrebbero utilizzare questo nuovo metodo di misurazione per monitorare pazienti che soffrono di fibrillazione atriale o scompenso cardiaco, condizioni che ad oggi registrano una prevalenza di quasi il 2% sulla popolazione mondiale: gli sviluppatori hanno già messo a disposizione dei ricercatori un modello «light», PHRM-mini, scaricabile su richiesta.