BOLOGNA. Il video postato sui social da Enrico Abumhere mostra un arresto forzoso. Tre agenti di polizia cercano di immobilizzarlo sulle strisce pedonali di una strada di Bologna. Cielo nero, luce di lampioni e in sottofondo alla sequenza, uno dei suoi pezzi rap. Li scrive col nome d'arte di "Bubu". Almeno altri cinque poliziotti circondano l'operazione e osservano. Lui dice che sono stati in tutto 12 gli operatori della Questura intervenuti per fermarlo quella sera, nonostante fosse solo in compagnia della fidanzata e, a causa di una malattia, sia privo di una gamba. Dice che quella notte è stato tutto un pretesto per provocarlo e vederlo reagire. Dice che era senza casco sul monopattino, che per questo l'hanno fermato, che ha conciliato la multa, ma che hanno continuato a infastidirlo, fino a insultarlo per la sua invalidità, e a maltrattarlo, anche, spingendolo a terra. Soprattutto, dice che «il più sbruffone tra loro, è lo stesso poliziotto che domenica teneva le mani sulla testa di Abderrhaim Fakir», il giorno in cui il marocchino 42enne è morto durante un fermo di pubblica sicurezza. È una denuncia grave. Gli inqurenti mantenegono sotto segreto le indagini e non è stato possibile verificare la coincidenza delle due identità. Bubu però è «sicuro al mille per mille. Mi stava sopra e l'ho visto bene in faccia. È lui», giura.