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francesco casula

Le indagini portate avanti dalla Procura hanno dimostrato che «non si nutrono dubbi»: la difesa dei poliziotti non solo è stata legittima, ma «proporzionata all’offesa posta in essere da Mastropietro»

Martedì 21 Luglio 2026, 07:19

I poliziotti Ivan Lupoli e Giuseppe Cavallo hanno agito per legittima difesa perché «costretti a neutralizzare tempestivamente Mastropietro ricorrendo all’uso delle armi analogamente a quanto faceva quest’ultimo senza soluzione di continuità». È quanto scrive il pubblico ministero Paola Francesca Ranieri nella richiesta di archiviazione formulata nei confronti dei due agenti indagati per la morte del rapinatore Michele Mastropietro avvenuta a Grottaglie il 12 giugno 2025. Com'è noto quel giorno Mastropietro insieme con il complice Camillo Giannattasio, dopo aver sparato e ucciso a Francavilla Fontana il vice brigadiere Carlo Legrottaglie, si diedero alla fuga nelle campagne del Tarantino inseguiti da carabinieri e poliziotti. Proprio due agenti della Polizia intercettarono i due fuggitivi in contrada “Le Monache” e intimarono l'alt a cui obbedì solo Giannattasio mentre Mastropietro proseguì la fuga esplodendo diversi colpi di pistola all'indirizzo degli investigatori. I poliziotti risposero al fuoco e un colpo ferì mortalmente il rapinatore.