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Elvira Serra

Il cofondatore di Grom: «L'idea dei gelati nacque il mio compagno di leva Federico». L'incidente: «Causai in auto la morte di un uomo, sento ancora la figlia»

Guido Martinetti si commuove due volte. Una lacrima gli accarezza lo zigomo quando ricorda l’incidente automobilistico del 2012 in cui morì un pensionato. Sono invece tante, e liberatorie, le lacrime che accompagnano i ricordi del giorno del suo matrimonio con Martina Giraudo, farmacista e nutrizionista, nella chiesetta di Costigliole d’Asti. Era il 3 settembre del 2022: «Io sono ateo, ma sapevo quanto fosse importante per lei e per i genitori sposarci in chiesa. Quando il padre me l’ha affidata sull’altare, ho sentito la responsabilità di quel gesto. E ripensarci mi tocca ancora profondamente». Cinquantuno anni, già cofondatore di Grom e oggi enologo e imprenditore con il relais Le Marne, la tenuta vitivinicola Mura Mura, il ristorante Radici e i gelati Lec, Martinetti si apre senza farsi sconti davanti a un caffè a Milano.

Da piccolo cosa sognava?«Prima degli otto anni volevo fare l’avvocato. Poi, alla festa per la mia prima comunione, mi ubriacai con il Château Filhot, un sauternes dolce. E decisi che sarei diventato produttore di vini».