Gremlin è nato con una malformazione e, per qualcuno, quella sembrava già una condanna. Un cane considerato "troppo difficile", con troppe cure da affrontare e troppi problemi da risolvere. Ma quando è arrivato davanti alla veterinaria Camilla Jannuzzi, qualcosa è cambiato. Lei non ha visto una malformazione. Ha visto un cucciolo. E ha deciso che quella piccola vita meritava una possibilità.

Un destino già scritto

Gremlin aveva appena 40 giorni quando è stato portato in clinica. La richiesta iniziale era un controllo: il cucciolo non riusciva a defecare e qualcosa non andava. Durante l'ecografia è arrivata la diagnosi: Gremlin era nato senza apertura anale, una rara condizione congenita chiamata atresia anale. Per risolvere il problema sarebbe stato necessario un intervento chirurgico. La clinica si era offerta di eseguire l'operazione a un costo più accessibile, ma il proprietario del cucciolo ha deciso diversamente. Ha scelto l'eutanasia.

Per Camilla, però, quella decisione non era accettabile. Davanti a lei non c'era un caso senza speranza. C'era un cucciolo che aveva solo bisogno di qualcuno disposto a combattere per lui. «Era un giorno in cui la veterinaria si sentiva particolarmente sentimentale. Quel giorno non volevo praticare l'eutanasia», ha raccontato. Così ha preso una decisione che avrebbe cambiato per sempre la vita di entrambi. Ha operato Gremlin. Poi lo ha portato a casa per seguirlo durante la convalescenza, con l'idea iniziale di trovargli una famiglia. Ma il piano è durato poco.