Salvata a tre settimane di vita, pesava meno di mezzo etto e non doveva sopravvivere. Quando Mary Coulombe l’ha visto per la prima volta, non sembrava nemmeno un gatto. Era minuscola, con gli occhi troppo grandi per il musetto smunto e il pelo arruffato, era più simile a una creatura fantasy che a un cucciolo. Così, istintivamente, Mary l’ha chiamata Gremlin.
Un inizio difficile
Era stata soccorsa da The Animal Foundation e affidata al rifugio Three Roots Farm Lv, a Las Vegas, dove Mary si occupa di animali in difficoltà. “Era in condizioni critiche — ha raccontato —. Aveva infezioni, una diarrea severa e richiedeva cure costanti, giorno e notte”. Ma era anche “un piccolo essere che non voleva arrendersi”. E nonostante tutto, Gremlin ha lottato.
L’aspetto insolito
Ogni giorno Mary la nutriva con la siringa, la teneva al caldo e le parlava piano, come si fa con i neonati. “Sembrava un esserino selvatico, ma capivo che voleva vivere. E quando ha mostrato il suo buffo aspetto sui social – occhi enormi, pelo arruffato, musetto serio – qualcuno le ha scritto: “Vedrai, quando crescerà avrà una coda enorme”. Mary ha sorriso, senza crederci troppo. Ma quelle parole si sono rivelate profetiche.






