Quando hanno portato al rifugio una cucciolata di gatti, uno di loro ha subito attirato l’attenzione. Era minuscolo, quasi la metà dei fratellini. A dieci settimane di vita pesava appena 450 grammi — un terzo del peso che avrebbe dovuto avere. Per i volontari del The Stray Cat Club, nel sud dell’Inghilterra, era chiaro che quella micia aveva bisogno di aiuto speciale.

Un inizio difficile

La gatta, battezzata Egg per le sue dimensioni minuscole e la fragilità del guscio che sembrava incarnare, faticava a crescere. Mentre i fratellini aumentavano di peso e si preparavano all’adozione, lei rimaneva indietro: stanca, lenta nei movimenti, incapace di seguire il ritmo dei giochi. I volontari la nutrivano con attenzione, pesandola ogni giorno. Lentamente, Egg ha cominciato a reagire, a muovere le zampine, a giocare con i fili e a cercare carezze. Ma la crescita era ancora troppo lenta, e i soccorritori sapevano che dietro quella fragilità si nascondeva qualcosa di più serio.

La diagnosi: ipotiroidismo congenito

Dopo diverse visite veterinarie, la risposta è arrivata: ipotiroidismo congenito, una condizione rarissima nei gattini. Il suo corpo non produceva abbastanza ormoni tiroidei, fondamentali per la crescita, il metabolismo e lo sviluppo del sistema nervoso. “Abbiamo dovuto insistere per far fare i test giusti”, raccontano i volontari. “Il veterinario non aveva mai visto un caso simile”. Quando il risultato ha confermato la diagnosi, è iniziato subito il trattamento con una terapia ormonale quotidiana. Gli effetti sono stati sorprendenti. “È stato un punto di svolta. In pochi giorni ha cominciato a mangiare di più, a giocare, a muoversi con sicurezza”.