Quando è arrivata al rifugio insieme alla mamma e ai suoi sette fratellini, nessuno avrebbe scommesso su di lei. Era minuscola. Così piccola che, a cinque settimane di vita, sembrava avere appena quindici giorni. Il suo corpicino fragile faticava a tenere il passo con quello degli altri. Eppure, nei suoi occhi brillava qualcosa di potente. Determinato. Selvaggio. Come se dentro quel batuffolo di pochi grammi vivesse una tigre.

Un inizio in salita

La mamma gatta e i suoi piccoli erano stati accolti dal Craven Pamlico Animal Services di James City, in Carolina del Nord, in cerca di una seconda possibilità. Grazie al programma di affido coordinato da Michele, volontaria dell’Enc Kitten Nursery, la famiglia aveva trovato una sistemazione temporanea. Ma la situazione non era semplice: tutti combattevano con seri problemi gastrointestinali.

Mentre la mamma e cinque cuccioli iniziavano lentamente a riprendersi, le due più piccole restavano indietro. Troppo indietro. Nonostante gli sforzi instancabili di Michele, una delle due non ce l’ha fatta. L’altra, una minuscola tigratina con i guantini bianchi, è sopravvissuta. E ha ricevuto un nome perfetto per lei: Bedhead, ispirato al suo pelo sempre spettinato e ribelle. Un nome buffo per una guerriera.