HomeMonza BrianzaCronacaTra sociale e sanità. Un nuovo modello di cura. Pazienti con disabilità: scatta la corsia riservataL’obiettivo di Ats è azzerare burocrazia, attese e viaggi a vuoto in ospedale. Così si eviterà di intasare i pronto soccorso per trattamenti di pochi minuti.Linea diretta tra il mondo del sociale e la sanità per evitare corse inutili in ospedaleRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMappare i bisogni sanitari delle persone con disabilità sul territorio per cancellare il paradosso delle cure negate. Basta una banale iniezione, una pastiglia da prendere o una medicazione per mandare in tilt l’assistenza nelle Comunità alloggio e nei Centri socio-educativi della Brianza. Il motivo è un vicolo cieco normativo: le strutture sociali non possono, per legge, offrire prestazioni sanitarie. Così anche un piccolo problema si trasforma in un muro burocratico che costringe le famiglie a fare i salti mortali e gli operatori a chiamare un’ambulanza, intasando i pronto soccorso per interventi da pochi minuti.
Per spezzare questo cortocircuito, Ats Brianza ha deciso di cambiare le regole del gioco e ha avviato un percorso che porterà a un nuovo modello. Al lavoro ci sono anche Asst Brianza, cooperative, medici di famiglia e il Comune di Monza. L’obiettivo è creare una linea diretta tra il mondo del sociale e quello della sanità, azzerando le attese e i viaggi a vuoto in ospedale. Una svolta necessaria, soprattutto ora che l’invecchiamento della popolazione rende certe prestazioni sempre più frequenti e urgenti.










