Il fronte progressista ha scelto Gela come punto di partenza per misurare la distanza tra ciò che la Sicilia chiede e ciò che il governo Schifani non ha saputo offrire. La città è diventata così il luogo dove partiti e movimenti provano a ricucire, partendo dalle idee su come governare, un campo che ha parlato troppo spesso con voci dissonanti in Sicilia e in Italia. Il tour di ascolto, inaugurato sotto un caldo che sembra anticipare il clima infuocato della campagna elettorale per governare la Sicilia, ha messo subito a nudo le fragilità strutturali dell’isola: rifiuti gestiti con logiche che ignorano la prossimità, una sanità piegata a equilibri di potere e incapace di garantire dignità a medici e pazienti, infrastrutture che nel sud restano promesse sospese. I segretari di partiti e movimenti dei progressisti siciliani hanno ascoltato i vari interventi. Nessuno di loro ha preso la parola. Ma il bilancio del primo "work in progress" per tutti è positivo. Lo è per il segretario del Pd il partito maggiore della coalizione.
"Da Gela un ottimo punto di partenza. Una coalizione si costruisce partendo dalle idee - sottolinea Barbagallo di ritorno da Gela - gli spunti emersi sono stati interessanti. Su rifiuti e sanità è urgente cambiare passo. Se andremo al governo i manager della sanità e non solo saranno reclutati solo con le selezioni pubbliche. Non può essere che qui in Sicilia queste nomine siano l'anticamera del pensionamento per soggetti che non si sa dove parcheggiare. E poi ci sono i Comuni che gestiscono situazioni critiche e servizi fondamentali. Le mance e mancette che sono state distribuite hanno creato disuguaglianze e lasciato i comuni in panni. Su questi aspetti, sulle politiche per la legalità e per i giovani, su una Sicilia più green, noi che vogliamo creare una coalizione dobbiamo saper proporre un'alternativa valida ai siciliani".






