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Non c’era un’occasione migliore della condanna definitiva a Mario Roggero per il governo Meloni. La vicenda legata al gioielliere che ha sparato e ucciso due ladri nel 2021 e che è stato condannato a 14 anni di carcere e 9 mesi è stata subito sfruttata dal governo Meloni. Dopo la sconfitta al referendum costituzionale, il governo ha dovuto certificare un crescente dissenso nel paese. Una situazione che è peggiorata ancora di più con l’emergere del fenomeno Vannacci. Ma proprio la vicenda di Roggero offre alla compagine di governo un’occasione per poter tirare fuori i cavalli di battaglia della destra radicale e smentire le accuse di Vannacci secondo cui il governo avrebbe tradito i suoi ideali. Non solo, l’operazione del governo sembra configurarsi come uno scontro con il Quirinale, proprio mentre si comincia a parlare del post-Mattarella.
C’è poi un aspetto più profondo, che investe l’intero operato del governo Meloni e la sua base di consenso. Se dopo il referendum il governo Meloni si è impantanato, è altrettanto vero che già in precedenza il governo aveva toccato poco o nulla sul fronte economico, nonostante sia la questione più problematica e ingombrante nel nostro paese. Per reagire però al calo del consensi, il governo ha deciso di riprendere temi identitari più che economici. È un segnale preoccupante su come è mutato il dibattito pubblico nel paese e sono cambiate le esigenze di una parte dell’elettorato.










