Più Europa riunisce alla Camera Psi, Volt, Possibile, Centro democratico, Progetto civico e Ruffini (annunciato ma poi assente). Nel mirino l’emendamento della maggioranza che sterilizza i voti delle liste sotto il 3%, fatta eccezione per il ‘miglior perdente’. L’appello al Senato: «L’incostituzionalità è palese»
La norma ‘anti-cespugli’ ha già ottenuto un primo risultato: mettere allo stesso tavolo i cespugli che vorrebbe tagliare. Da Più Europa al Partito socialista, passando per Volt, Possibile, Centro democratico e il Progetto civico di Alessandro Onorato. Le forze minori del centrosinistra, potenzialmente penalizzate dalla modifica inserita all’ultimo momento dalla maggioranza nella nuova legge elettorale, si ritrovano alla Camera per annunciare che daranno battaglia per cancellarla al Senato, dove ora approderà il testo.
A convocare il fronte è Riccardo Magi, segretario di Più Europa e relatore di minoranza durante l’iter della riforma a Montecitorio. Accanto a lui siedono il segretario del Psi Enzo Maraio, il presidente di Centro democratico Bruno Tabacci, il presidente di Progetto civico Alessandro Onorato e la co-presidente di Volt Italia Daniela Patti. La segretaria di Possibile, Francesca Druetti, interviene in collegamento. Nella convocazione figurava anche Ernesto Maria Ruffini, presidente di Più Uno, che però non si presenta a causa di altri impegni «che si sovrappongono».











