“I fascisti li combattiamo coi fucili”. Dalla frase pronunciata dal candidato sindaco Lorenzo Pacini e la richiesta di espulsione avanzata da Fabio Rampelli, fino alla replica dell’assessore dem a Fanpage.it: tutti i passaggi della polemica.

A sinistra Lorenzo Pacini (Pd), a destra Fabio Rampelli (FdI)

"I fascisti li combattiamo alle urne e poi, se servirà, coi fucili". È questa la frase pronunciata da Lorenzo Pacini, assessore del Pd al Municipio 1 e candidato sindaco del centrosinistra, durante un intervento alla trasmissione La Zanzara di Radio 24 che ha fatto esplodere il caso politico. Tali parole, infatti, nel giro di poche ore hanno acceso lo scontro tra centrosinistra e Fratelli d'Italia che, attraverso Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, ha chiesto l'espulsione di Pacini dal Pd.

Dalle parole di Pacini alla richiesta di espulsione Di fronte alle polemiche, Pacini ha cercato di chiarire il senso delle sue parole affidandosi a un post sui social nel quale ha rivendicato la propria posizione politica distinguendo tra la competizione democratica e l'eventuale venir meno delle regole democratiche. "Finché siamo in democrazia, l'unico modo per sconfiggere la destra è con la sinistra coraggiosa", ha scritto Pacini prima di aggiungere: "Se arrivano i fascisti, se la democrazia salta, allora è un'altra storia. L'antifascismo da salotto TV non ci interessa. Noi siamo per una politica economica antifascista. L'insegnamento dei partigiani rimane sempre quello. Non un passo indietro. Non ci fate paura. Vi abbiamo sconfitti una volta, lo faremo ancora". Parole che, però, anziché spegnere la polemica, hanno alimentato ulteriormente lo scontro politico. A intervenire con durezza è stato il vicepresidente alla Camera di Fratelli d'Italia, Fabio Rampelli, che ha chiesto alla segretaria del Partito democratico Elly Schlein di prendere immediatamente le distanze dal candidato alle primarie. "Di fronte alle deliranti affermazioni di Lorenzo Pacini la segretaria del Pd ha l'obbligo politico, etico e morale di espellerlo dal Pd", ha dichiarato Rampelli. Secondo il vicepresidente della Camera, infatti, "invocare i fucili come strumento di eliminazione di qualunque avversario politico, anche il più ideologicamente distante dalle proprie convinzioni, è un'affermazione che non deve avere spazio né può trovare giustificazioni". Poi, Rampelli si è spinto oltre, sostenendo che "la furia con cui Pacini ha ribadito più volte il concetto di eliminare il centrodestra, qualificato come fascista, dovrebbe essere perseguita per legge per istigazione all'odio politico" e definendolo "un odiatore seriale e potenziale cecchino" che "dovrebbe immediatamente essere cacciato da un partito davvero democratico".