Le esternazioni di Lorenzo Pacini hanno indignato molti e ora dal centrodestra chiedono provvedimento: “Schlein ha l’obbligo politico, etico e morale di espellerlo”

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

Il Pd di Milano, tra le sue fila, ha un esponente che da qualche tempo si lascia andare a esternazioni sopra le righe che, solo poche settimane fa, l’hanno portato a essere criticato perfino da un senatore della vecchia guardia. Lorenzo Pacini è un esponente del Pd di Milano 1 che, dopo essersi auto candidato come sindaco della città, è andato ospite di Giuseppe Cruciani a La Zanzara, dove non ha saputo dosare le parole. “Vannacci viene sconfitto al voto, con proposte radicali di sinistra. In questo modo qua. Noi non siamo oscurantisti. Noi i fascisti li combattiamo alle urne e poi, a un certo punto, se serve, se servirà, coi fucili. E così v'abbiamo sconfitto in modo definitivo una volta e si sconfigge di nuovo il fascismo. Punto, molto chiaro. Altro che. Perché coi tedeschi eravate alleati voi, eh. Traditori. Traditori maledetti. Traditori maledetti. Siete già stati sconfitti una volta, verrete sconfitti altre mille volte”, ha dichiarato Pacini, che poi ha aggiunto: “Bisogna capire quanto tempo potrete ancora parlare, dire le vostre stronzate finché a un certo punto verrete fermati. Secondo me democraticamente verrete fermati e ricacciati da dove venite in modo democratico finché c'è la democrazia. Poi ci sono altri modi per ricacciarvi indietro. L'abbiamo fatto una volta e abbiamo vinto. E abbiamo vinto”. Un partito che si definisce democratico non dovrebbe tollerare che al suo interno ci sia chi invoca i fucili e definisce “fascista” gli avversari politici schierati dalla parte opposta. Perché chi ragiona così è tutto fuorché democratico.