HomeEconomiaL’economia del “turismo a km 0”: come la staycation riscrive i consumiUn fenomeno che salva i bilanci del settore e trattiene la ricchezza sul territorioTurismoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciMilano, 20 luglio 2026 – Non è più una rinuncia forzata, ma una precisa scelta di portafoglio dettata dai tempi. La staycation – la vacanza trascorsa rimanendo a casa o esplorando la propria regione senza affrontare lunghi viaggi – si è trasformata in un pilastro dell'economia del turismo. Il termine, nato dall'unione di “stay”, restare, e “vacation”, vacanza, è entrato ufficialmente nel vocabolario Treccani nel 2016, ma la sua origine è americana: il concetto iniziò a diffondersi negli Usa a partire dal 2008, durante la crisi finanziaria, come alternativa economica ai viaggi oltreoceano. A livello globale, questo mercato ha ormai superato un valore complessivo di 350 miliardi di dollari. A spingere le persone verso questa direzione sono soprattutto i forti rincari del settore: i costi dei pacchetti vacanza e dei servizi turistici hanno subìto un aumento medio del 30%, mentre il caro-voli ha reso i trasporti a lungo raggio una voce di spesa capace di divorare quasi la metà del budget totale di una famiglia.