Si chiude con un clamoroso ribaltamento di giudizio un importante capitolo del processo nato dall'operazione antimafia "Cupola 2.0". Dopo essere stato condannato sia in primo che in secondo grado, Vincenzo Ganci è stato assolto dai giudici della Corte d’appello di Palermo dalle accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione.

Il verdetto arriva a seguito della decisione della Corte di Cassazione, che aveva precedentemente annullato la condanna disponendo un rinvio. Ganci, dipendente comunale ed ex candidato alle elezioni amministrative, era stato arrestato nel dicembre del 2019 con l'accusa di essere inserito all'interno della famiglia mafiosa di Misilmeri e di aver tentato di estorcere denaro a un commerciante del mercato locale. Contestazioni che gli erano valse una condanna a 8 anni e 8 mesi di reclusione nei primi due gradi di giudizio. Oggi la Corte d’appello, in una diversa composizione, ha ribaltato la decisione pronunciando l'assoluzione e disponendo l'immediata revoca della misura cautelare. Un provvedimento accolto con forza dai suoi legali, gli avvocati Raffaele Bonsignore e Antonio Gargano, i quali hanno sottolineato come il loro assistito abbia «scontato ingiustamente 5 anni e 6 mesi di reclusione».