Continua il giro di vite del governo sul fenomeno delle baby gang. In una serie di recenti operazioni di polizia coordinate dal Servizio centrale operativo in 44 province italiane, il cui bilancio è stato reso noto lunedì mattina, 539 giovani (di cui 47 minorenni) sono stati arrestati e 954 denunciati. Le perquisizioni in 1.182 luoghi “sensibili” hanno portato al sequestro di 703 chili di stupefacenti, 300 mila euro in contanti, 49 armi da fuoco e 87 armi di vario tipo. Un “setaccio” che ha interessato quasi 190mila persone, controllate soprattutto nelle zone di spaccio e della movida.Nel mirino è finita anche la sfera digitale: individuati quasi mille profili social inneggianti all’odio e alla violenza fisica, anche contro appartenenti alle forze di polizia, nonché all’uso delle armi da fuoco e da taglio sono stati individuati. La conferma di una deriva virtuale che poi si riverbera sulla realtà, con esiti spesso drammatici. Per due di questi profili è stato proposto l’oscuramento.A Milano due minorenni, di 15 e 17 anni, sono state arrestate dalla Squadra Mobile e sono finite in carcere per ordine del gip dei minori perché ritenute responsabili di rapina pluriaggravata ai danni di una giovane, avvenuta la notte del 25 giugno scorso in via Torino, in pieno centro.Una delle arrestate era particolarmente attiva su un noto canale social, dove aveva persino pubblicato poco dopo il video dell’aggressione. Un copione che ormai sta diventando un’abitudine tra i giovanissimi, che amano vantarsi delle loro “imprese” davanti alla platea digitale, raccogliendo like e commenti in serie.Tra gli aspetti più preoccupanti del maxi blitz della polizia c’è quello riguardante gli stupefacenti, scoperti in quantità e di varia qualità: in totale, gli agenti hanno trovato 41 chili di cocaina, 660 di cannabinoidi, 2 chili di ketamina, circa 1000 pastiglie di ossicodone, nonché quantitativi di sostanze psicotrope tra cui shaboo, ecstasy, Mdma e benzodiazepine, unitamente a diversi bilancini di precisione.A Cremona, la polizia ha stretto il cerchio intorno ad un gruppo di giovani appena maggiorenni ritenuti inseriti in un contesto di spaccio: le perquisizioni hanno consentito di sequestrare 40 grammi di hashish, 25 di marijuana e 10 di cocaina, già suddivisi in dosi, e due bilancini di precisione oltre ad una cartuccia inesplosa. I componenti della banda sono tra i 15 denunciati nella città lombarda.I controlli effettuati in mezza Italia si sono concentrati su tutti i punti abituali di ritrovo degli under 18: sotto la lente 117 sale giochi, 543 esercizi commerciali e diversi luoghi di aggregazione come piazze, giardini pubblici, aree limitrofe alle stazioni ferroviarie e centri commerciali. Le verifiche non hanno però risparmiato nemmeno 24 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si tratta di «numeri che restituiscono la misura del coordinamento e della sinergia che ha contraddistinto l’azione delle diverse questure, e testimoniano allo stesso tempo il costante e silenzioso impegno delle forze dell’ordine nel contrastare criminalità e degrado». Piantedosi ha voluto esprimere a tutto il personale «la nostra gratitudine per il coraggio e il senso del dovere con cui hanno affrontato situazioni ad alto rischio, per garantire la sicurezza dei cittadini e fornire risposte concrete alle comunità colpite da episodi di violenza. Un lavoro prezioso che merita il rispetto e il riconoscimento di tutti».Secondo il ministro per gli Affari europei, il Pnnr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, «il Governo Meloni ha scelto con chiarezza di mettere la sicurezza dei cittadini al centro della propria azione e le norme introdotte dal recente Disegno di Legge sulla Sicurezza vanno in questa direzione: contrastare il degrado giovanile e il fenomeno delle baby gang, garantire maggiore tutela ai cittadini e alle comunità. La violazione delle leggi da parte di minori o giovani non si contrasta ricorrendo a slogan o praticando una politica di resa. Con la destra al Governo - ha concluso Foti - la legalità non è negoziabile: lo Stato c'è».