Sposarsi col fast food, perché no? Niente aragoste, caviale e tartufi, ma hamburger e alette di pollo nei secchielli di carta per il pranzo di nozze. Ultimo esempio i due pugliesi che giovedì hanno servito cibo di Kfc alla fine del banchetto nuziale, ma già c’è stato tempo fa chi ha optato per McDonald’s. In un mondo in cui Vip di ogni genere e miliardari internazionali fanno a gara per organizzare sposalizi con catering da mille e una notte, c’è chi sceglie il lato opposto della gamma ristorativa. Specialmente se il numero degli invitati è alto e il budget è basso, e non c’è bisogno di sfoggiare larghezza di mezzi. O se si vuole dare un tocco informale e scherzoso a un banchetto tradizionale, facendo poi (anche) parlare di sé.
La notizia più fresca viene da Sternatia, provincia di Lecce, uno di quei borghi del Salento in cui è ancora viva una lingua neogreca. Alla fine di una giornata emozionante e faticosa, al momento della “spaghettata di mezzanotte”, ultimo atto di una maratona alimentare già impegnativa, e tradizionale in molti casi al Sud, il colpo di scena è stato l’arrivo di centinaia di porzioni di pollo fritto (tender crispy, alette, nuggets, tender veggie e salsa gravy) di Kentucky Fried Chicken, per scelta degli sposi, Roberto Errico e Chiara Longo, fondatori dell’agenzia creativa Behashtag, che hanno avuto davvero una trovata ad effetto, capace di stuzzicare la curiosità.








