La morte di Abderrahim Fakir, avvenuta il 19 luglio nel quartiere Pilastro di Bologna durante le fasi di un fermo, ha riportato al centro del dibattito il tema della gestione delle persone in grave stato di agitazione psicomotoria. Mentre la magistratura prosegue gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto, dopo le riflessioni del presidente del Sis 118 con la richiesta di revisione dei protocolli, la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu) chiede un cambio di passo sul piano organizzativo e sanitario, proponendo l’istituzione di un tavolo tecnico interministeriale per definire procedure condivise tra personale sanitario e forze dell’ordine.

La richiesta è stata formalizzata con una lettera inviata ai ministri della Salute, Orazio Schillaci, e dell’Interno, Matteo Piantedosi. La società scientifica precisa fin dall’inizio di non voler esprimere giudizi sul caso di Bologna né interferire con l’inchiesta giudiziaria, ribadendo la piena fiducia nel lavoro della magistratura. L’obiettivo, sottolinea Simeu, è utilizzare quanto accaduto per affrontare un problema clinico che, a suo giudizio, richiede strumenti e protocolli condivisi a livello nazionale.