Un risveglio amaro questa mattina a Punta Braccetto, dove l’ingresso al mare di via Salina si è presentato in condizioni che hanno lasciato sgomenti residenti e villeggianti. La panchina che da anni rappresenta un punto di sosta, un luogo di quiete prima di imboccare la passerella verso la spiaggia, è stata trasformata in una vera e propria discarica a cielo aperto. Sacchi, rifiuti sparsi, materiali abbandonati: uno scenario che stride con la bellezza naturale della località e con il rispetto che dovrebbe accompagnare ogni gesto compiuto in un ambiente così delicato.
La passerella di via Salina è percorsa ogni giorno da cittadini e turisti, ed è proprio questo il motivo per cui lo scempio appare ancora più grave. Chi frequenta Punta Braccetto conosce bene il valore del suo paesaggio, la cura che la comunità ha sempre cercato di mantenere, la consapevolezza che la bellezza del luogo è un patrimonio condiviso. Vederlo ridotto in queste condizioni provoca indignazione e dolore, come sottolineato nel post che ha denunciato l’accaduto: un’offesa al territorio, un gesto incivile e irrispettoso che non ha alcuna giustificazione.
Il messaggio che arriva dai residenti è netto: proteggere la propria terra è un dovere, non un optional. Chi abbandona rifiuti in un luogo pubblico, chi deturpa un’area che appartiene alla collettività, dimostra di non essere degno di vivere tra la gente, di non comprendere il valore di ciò che ha intorno. Punta Braccetto è una delle località più suggestive della costa ragusana, e proprio per questo ogni gesto di incuria pesa come una ferita.







