Una delegazione di studenti e studentesse del corso di Ingegneria dei Reattori Nucleari a Fusione, guidata dal titolare del corso, il professor Roberto Zanino del Dipartimento di Energia “Galileo Ferraris”-DENERG, e accompagnata da alcuni dei suoi collaboratori, i professori Roberto Bonifetto, Antonio Froio e Fabio Subba, ha visitato l’impianto ITER, il tokamak attualmente in costruzione a Cadarache, in Provenza, ritenuto comunemente una delle più grandi imprese scientifiche nella storia dell’umanità.La delegazione è stata accolta dal dottor Mario Merola, Deputy Head, Engineering Services Department, già ricercatore presso l’Ateneo, che ha tenuto una presentazione del progetto, prima di accompagnare il gruppo in una visita molto dettagliata che ha incluso la Magnet Cold Test Facility, dove stanno venendo testati i magneti superconduttori del campo toroidale prima del loro assemblaggio nella macchina, e la Assembly Hall, dove la macchina sta venendo assemblata, con particolare riferimento ai suddetti magneti, che vengono montati sui settori del Vacuum Vessel recentemente riparati grazie al decisivo contributo di SIMIC, azienda piemontese dove il professor Zanino è stato recentemente invitato a parlare in occasione di un evento di Confindustria Cuneo.La visita si è poi conclusa con una presentazione del dottor Richard Pitts, Section Leader, Experiments & Plasma Operation, nonché mastermind del divertore di ITER, il componente incaricato di gestire le interazioni fra la miscela di deuterio e trizio che costituirà il combustibile del reattore e le pareti della camera che la contiene.Il professor Zanino ha dichiarato: “Siamo molto grati ai colleghi di ITER che ci hanno dedicato un’intera giornata, nonostante i tempi strettissimi imposti dalla costruzione della macchina, a riprova della rilevanza che anche essi attribuiscono agli aspetti della formazione della futura generazione di scienziati e ingegneri della fusione nucleare. La visita è stata a dir poco impressionante, tenuto conto della scala, della precisione e del livello tecnologico dei componenti che abbiamo potuto vedere. Le studentesse e gli studenti presenti sono rimasti affascinati dal poter toccare con mano per la prima volta la realtà delle cose conosciute in precedenza solo sulla carta. È un momento molto vivace per la fusione, con una fioritura di start-up che promettono di raggiungere la produzione del primo kWh anche prima che ITER abbia prodotto la prima reazione di fusione. Se si tratti di omeriche sirene oppure no, solo il tempo potrà dircelo”.
Il Politecnico in visita all’impianto ITER
Una visita formativa al più grande esperimento internazionale sulla fusione nucleare per approfondire da vicino tecnologie, ricerca e sfide ingegneristiche del reattore del future








