L’amministrazione Trump vuole far approvare all’Assemblea generale dell’Onu una dichiarazione sulla libertà di espressione, in una mossa che attacca (più o meno) indirettamente il Digital Services Act europeo. Un tema molto delicato per Bruxelles

Un’eccessiva regolamentazione della libertà di espressione online è un tema che va affrontato in sede di Nazioni Unite. Questa, perlomeno, è la visione del presidente statunitense Donald Trump, che starebbe pianificando questa mossa per andare a colpire il quadro normativo europeo sui servizi digitali. Secondo una bozza del documento ottenuta da Politico, infatti, Washington intende promuovere una dichiarazione internazionale sulla “libertà di espressione” da far sottoscrivere ai capi di Stato e di governo durante l’Assemblea generale dell’Onu in programma a settembre. Il testo, che sarebbe già in circolazione tra diversi governi, denuncia l’adozione di “nuove leggi” e “quadri regolatori” che, anche in Paesi storicamente democratici, metterebbero a rischio la libertà di parola. Una formula che mal nasconde il riferimento all’Unione europea e alle sue norme che disciplinano le piattaforme online, come ad esempio il Digital Services Act (Dsa), da tempo nel mirino della Casa Bianca e dell’area politica vicina al leader americano.