Roma, 20 lug. (askanews) – Esponente della “soft left” laburista e promotore di un modello politico ed economico fondato su maggiore autonomia locale, servizi pubblici e superamento del neoliberismo, Andy Burnham succede a Keir Starmer alla guida del governo britannico. Ricevuto da re Carlo III, Burnham si insedia al numero 10 di Downing Street e diventa il settimo primo ministro del Regno Unito in dieci anni.

Il nuovo premier britannico ha costruito negli ultimi anni la propria identità politica attorno al cosiddetto “Manchesterism”, una piattaforma che punta a contrastare disuguaglianze e bassa crescita restituendo più poteri ai territori.

Secondo Burnham, il modello economico britannico è stato indebolito innanzitutto da quattro fattori: deindustrializzazione, privatizzazioni, austerità e Brexit. La sua proposta prevede un maggiore controllo locale su abitazioni, trasporti, istruzione e servizi pubblici, ricalcando il modello delle politiche sperimentate durante il suo mandato alla guida della Greater Manchester.

Il principale esempio è il “Bee Network”, il sistema integrato di trasporto pubblico dell’area metropolitana, gestito localmente e costruito sul modello londinese, con tariffe calmierate.