Dal no al nucleare al rilancio di Transizione 4.0, passando per semplificazioni, intelligenza artificiale agricoltura e politica estera: le priorità illustrate da Patuanelli ai rappresentanti dei comparti produttivi

Alessandro Caruso

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La competitività italiana si gioca sempre più sulla capacità di tenere insieme settori strategici come energia, innovazione, investimenti e lavoro. Il problema non riguarda soltanto la quantità delle risorse pubbliche da mobilitare, ma soprattutto la qualità delle politiche industriali, la stabilità degli strumenti e la possibilità per le imprese di programmare senza essere frenate da procedure amministrative eccessivamente lunghe.

È lungo questa direttrice che si sviluppa l’orientamento del Movimento 5 Stelle illustrato dal senatore Stefano Patuanelli nel corso di un confronto con alcuni rappresentanti dei comparti produttivi. Sul versante energetico, cruciale per le prospettive economiche del paese, il ragionamento è poco persuaso dal ritorno al nucleare, considerato poco compatibile con i tempi, i costi e le esigenze immediate del sistema produttivo italiano. La priorità viene invece assegnata alla crescita delle fonti rinnovabili, a partire dal fotovoltaico, accompagnata da una maggiore capacità di accumulo e da un rafforzamento delle reti.