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A Lipari è crisi idrica. La più grande delle Eolie col boom di turisti non ha acqua perché il dissalatore che in genere dovrebbe produrre 4500 metri cubi d’acqua al giorno non riesce a produrne più di 2000-2500. I problemi tecnici che causano la crisi vanno avanti da tre mesi. Sull'isola arrivano navi cisterna ma non bastano a far raggiungere il fabbisogno. Le altre isole vengono rifornite da navi cisterna ad eccezione di Vulcano che ha un proprio dissalatore. Nella più grande delle Eolie sulla porta di un bar del centro è comparso il cartello «Siamo chiusi per mancanza di acqua». L’esercente è stato costretto ad abbassare la saracinesca. Odilia Squadrito, la titolare del bar costretta a chiudera ha preso carta e penna e ha scritto al comune: “Gentile Comune di Lipari, non è stata evidenziata la mancata erogazione dell'acqua a livello comunale, Voi sapete benissimo, qual è il nostro problema. Quindi avendo bisogno urgente di un'autobotte, ci viene comunicato che di domenica il servizio non viene effettuato. Di conseguenza, l'unica cosa da fare, è stata quella di chiudere l'attività. Questo per chiarire. Distinti saluti!”
A soffrire della mancanza d'acqua sono soprattutto le borgate alte ma la penuria si registra anche in pieno centro. In un giorno sono una cinquantina i viaggi delle autobotti della società Eolian Service. La crisi deriva dal dissalatore che non produce a pieno regime dalla sua nascita e dalle navi cisterna della società Marnavi di Napoli che in base alle richieste fatte dalla giunta Gullo non vengono autorizzate per soddisfare in pieno le esigenze della comunità .«La situazione si è aggravata – ha detto il sindaco Riccardo Gullo – perchè d’inverno non ci sono state autorizzate per riempire i serbatoi delle zone alte. In piu’ c’è una perdita d’acqua nelle vecchie reti idriche di quasi il 50%. Ma grazie ai fondi del Pnrr stiamo completando i lavori per le nuore reti idriche».Foto NotiziarioisolEolie.it












