Un futuro ancora da sciogliere ma che sarà sicuramente in campo. E’, al momento, un’estate diversa quella che sta passando Pietro Aradori trentasettenne bresciano di nascita, ma bolognese di adozione. Chiusa il 30 giugno la stagione con Forlì, adesso si gode vacanza e famiglia da free agent, in attesa di una futura chiamata.

Aradori partiamo dal recente passato come è andata l’annata a Forlì?

"Al di sotto delle aspettative, eravamo partiti con altri obiettivi. Poi quando le cose non vanno, si devono cambiare gli obiettivi in corso, e questo non è semplice, alla fine ci siamo salvati, ok senza fare playoff e play-in, ma a metà dicembre eravamo messi male e ce ne siamo tirati fuori".

Si è dato una spiegazione?

"Tecnicamente abbiamo cambiato assetto con l’inserimento di DeShawn Stephens che ci ha dato una bella mano. In campo abbiamo perso tante partite punto a punto e questo, anche moralmente, non ci ha dato la spinta che ci sarebbe servita". E’ stata l’A2 che si aspettava con le promozioni di Scafati e Verona?