Adrian Hill racconta come ha concepito R21/Matrix-M, che funziona nel 75-80% dei casi
La malaria è «il più grande flagello che abbia mai colpito l’umanità», secondo un detto inglese. Ma forse questa sarà la generazione umana che metterà fine alla malattia. Adrian Hill è l’uomo dietro al vaccino R21/Matrix-M, il primo altamente efficace contro la malaria. Il preparato funziona nel 75-80% dei casi. Ha ritirato a Berlino il premio European Inventor Award, categoria ricerca, ringraziando il suo team. E oggi parla in un’intervista al Corriere della Sera.
Hill dirige a Oxford in centro Jenner, che creò il vaccino Astrazeneca contro Covid-19. «Non c’è mai stato un vaccino contro un parassita», spiega. È impossibile, si pensava. La malaria si trasmette con la puntura della zanzara Anopheles femmina infetta, i maschi sono innocui. «È una scala migliaia di volte più grande dei virus. Il Covid ha 12 geni, il parassita della malaria ne ha 5.000. Bisognava capire quale parte colpire», spiega. E aggiunge: «Quando la zanzara punge un uomo il parassita entra nel sangue, e raggiunge il fegato in pochi minuti. Lì si moltiplica come una colonia: in una settimana ne escono 10 mila. Ma attenzione, la composizione antigenica del parassita è cambiata». Poi muta in una nuova forma. Che può essere riassorbita da una zanzara e ritrasmessa all’uomo.






