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Mara Gergolet

Lo scienziato di Oxford: «Tutto è cominciato con uno zio in Africa»

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE BERLINO - La malaria è in giro da 35 milioni di anni, ben prima che l’uomo — almeno nella versione homo sapiens — comparisse in Africa 200 mila anni fa. Da allora, più o meno dall’alba dei tempi, è una lotta con «il più grande flagello che abbia mai colpito l’umanità», secondo un detto inglese. Quel che sta succedendo ha dell’incredibile. «La vera domanda da farsi — dice sorridendo Adrian Hill, uno straordinario medico — è se questa sarà la generazione che le metterà fine per sempre». E la sua risposta, professore? «Se devo essere breve, è sì».

Adrian Hill è l’uomo dietro al vaccino R21/Matrix-M, il primo altamente efficace contro la malaria: funziona nel 75-80% dei casi. Non smette di ripetere «devo tutto al mio fantastico team», come dicono i tennisti, anche quando ritira a Berlino il premio European Inventor Award, categoria ricerca (uno dei più prestigiosi in assoluto, dedicato alla scienza in senso lato). Dirige tra le guglie e i prati di Oxford il centro Jenner (che creò il vaccino Astrazeneca). È un irlandese dagli occhi grigio-celesti e modi miti, ma sarebbe più giusto chiamarlo un rivoluzionario.