La raccolta dei Pir continua a mantenersi in territorio positivo. A giugno i flussi netti hanno raggiunto 222 milioni di euro, portando il saldo del primo semestre a circa 1,3 miliardi. Un risultato sostenuto soprattutto dal successo dei nuovi Pir obbligazionari, ai quali si affianca un crescente interesse per le soluzioni bilanciate, che stanno intercettando i risparmiatori alla ricerca di un’esposizione ai mercati più graduale, senza rinunciare ai vantaggi fiscali previsti dalla normativa.
Le società nel semestre
La raccolta per società conferma questa tendenza. Nel semestre pole position per Mediolanum, con 398,9 milioni, seguita da Eurizon con 374,9 milioni, Bcc Risparmio e Previdenza con 330,6 milioni e Arca con 139,3 milioni. Sono soprattutto i gruppi che hanno ampliato l’offerta di Pir obbligazionari o di soluzioni a minore volatilità ad aver intercettato la nuova domanda ma accanto ai gestori che stanno beneficiando del successo dei nuovi prodotti, altri continuano invece a registrare deflussi, soprattutto nei comparti azionari tradizionali.
Raccolta e performance
Ed è proprio qui che emerge una delle principali contraddizioni del mercato. Se oggi la raccolta si concentra sui comparti obbligazionari e, in misura crescente, su quelli bilanciati, sono invece i Pir azionari a mostrare, nella maggior parte dei casi, le performance migliori sull’orizzonte dei cinque anni, quello che meglio rappresenta la logica di investimento di questi strumenti. Un’indicazione che conferma come l’investimento nel capitale delle imprese continui a premiare chi mantiene un orizzonte temporale lungo, anche se nel breve periodo fatica ad attirare nuovi capitali.






