La raccolta dei Pir a maggio ha messo il turbo. A spingerla sono stati nuovamente i prodotti obbligazionari che continuano a essere proposti dalle società di gestione. Non a caso l’intero settore in genere rallenta quando si ferma il collocamento di questi strumenti, per riprendere subito quota non appena vengono riproposti.

L’offerta si amplia

A maggio hanno lasciato i blocchi di partenza due Pir obbligazionari targati Mediolanum (Mediolanum Obbligazionario Italia IV L e Mediolanum Obbligazionario Italia IV La), uno della scuderia Bcc Risparmio & Previdenza (Bcc Investire Obbligazionario Pir) e uno di Eurizon (Obbligazionario Edizione 11). Solo questi prodotti nel giro di 30 giorni hanno incassato complessivamente ben 108 milioni. La cifra spiega abbastanza chiaramente come le sorti dell’intero settore siano in realtà dettate da un esiguo numero di fondi. Analizzando i flussi per società, il bilancio mensile di Mediolanum è a due facce perché è in corso un progressivo trasferimento tra i prodotti esistenti da più tempo verso le nuove proposte. Un passaggio di consegne che riguarda anche i Pir specializzati sui bond lanciati lo scorso anno. Tendenza analoga anche se meno evidente per Eurizon, che per prima tra le Sgr ha cominciato a puntare sui Pir obbligazionari (attualmente ne ha 12).