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Gabriele Alesi e una scelta in apparente controtendenza. In un momento in cui tanti calciatori del Catanzaro sono in procinto di salutare, il centrocampista non ha alcun dubbio: restare in giallorosso e vivere un campionato da protagonista è la sua volontà. Ed è pure la naturale conseguenza di un finale di stagione nel quale il ventiduenne siciliano è stato uno degli elementi più importanti nella squadra che ha sfiorato la promozione in Serie A.

Basterebbe ricordare il modo nel quale, da subentrato, ha capovolto la fascia destra del Monza nella finale di ritorno dei playoff, abbinando tecnica e personalità. Ma limitare gli esempi a una sola partita non rende tanto merito al ragazzo di Alcamo, uno che è stato al suo posto quando non giocava e poi, una volta entrato nelle rotazioni, non ne è più uscito, strappando progressivamente sempre più spazio.

Il dato più indicativo riguarda il minutaggio ricevuto da parte di Aquilani: 715 minuti in campionato, quasi sempre dalla panchina, più altri 354 nelle cinque gare dei playoff, in cui è stato titolare sempre se non nell’ultimo atto, dove invece si è rivelata una delle carte lanciate sul tavolo per provare a far saltare il banco. Per poco non ci riuscivano, lui e i compagni. Aquilani ha trattato Alesi come tutti gli altri Under che aveva in mano: l’ha aspettato quando non era pronto, l’ha fatto crescere in allenamento per evitare di bruciarlo, l’ha preso in considerazione al momento adatto. Così ha ricavato tre gol nella regular season (uno a Pescara, proprio contro Gorgone) con prestazioni sempre all’altezza diventate ancora più mature negli spareggi, cioè quando il gioco è diventato più duro. È questo il motivo per cui il club conta tanto sul ventiduenne che proprio un calabrese (Angelo Aiello, oggi al settore giovanile del Genoa), ha pescato nell’Adelkam di Alcamo per portarlo nel vivaio del Milan.