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Nessun tono di sfida, niente iperboli. Per Mario Roggero il registro è cambiato, più cauto e di attesa. Del resto, per la grazia l’istruttoria dovrà riportare l’andamento del percorso carcerario e il gioielliere, condannato in via definitiva mercoledì dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi di reclusione per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo, in cella è entrato l’altro ieri sera. Dovranno esserci valutazioni di chi lo segue da vicino, dalla sorveglianza a chi sarà con lui durante le attività, agli psicologi e a vario personale che incontrerà nella sua detenzione. Questi report dettagliati andranno raccolti dagli uffici del ministero, poi inviati al procuratore generale della Corte d’appello di Torino, Lucia Musti, per avere un parere non vincolante. La decisione poi sarà del Colle.
L’istanza invece per il differimento dell’esecuzione della pena e la richiesta di sospensione urgente, presentate dai legali di Roggero al Tribunale di sorveglianza contestualmente alla richiesta di grazia della moglie, Mariangela Sandrone, si poggiano proprio su quest’ultima. L’accoglimento, che è discrezionale e che valuta anche la tipologia del reato e il rischio di commissione di altri delitti, non può comunque concedere un tempo di sospensione superiore ai sei mesi.










