| 17 Luglio 2026 19:02 |

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(Adnkronos) –

Con la richiesta di Mariangela Sandrone, moglie di Mario Roggero, è formale la domanda di grazia per il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo nell’aprile 2021 in seguito a una rapina nel suo negozio. “La grazia è prevista nell’articolo 87 della Costituzione – spiega all’Adnkronos Alfonso Celotto, professore di Diritto costituzionale all’Università Roma Tre – E’ un potere proprio del Capo dello Stato nel senso che è il Capo dello Stato che decide se concederla o no. È un atto politico di clemenza che richiama gli antichi poteri dei re che cancellavano e commutavano le pene; il ministro di Grazia e Giustizia e tutta la struttura della Giustizia hanno solo un potere istruttorio cioè di verificare la situazione”.

Il costituzionalista spiega che “normalmente a chiedere la grazia è il condannato o la famiglia o i suoi avvocati”, ma ci può essere anche “una grazia d’ufficio che parte dal Quirinale, non dal ministero”. Dopo la domanda di grazia, il ministero fa un’istruttoria e il Quirinale decide se concederla o meno. “La grazia viene concessa in genere per motivi umanitari, nel pieno di una buona rieducazione per esempio, in un percorso, in un cambiamento di vita”, osserva Celotto. La richiesta avanzata oggi dalla moglie di Roggero “è legittima, anche se in genere la grazia viene concessa a un certo punto della pena”, riferisce il professore riferendosi al fatto che per il gioielliere la condanna è appena diventata definitiva e si è presentato oggi in carcere. “La grazia può essere addirittura revocata – sottolinea – Tutti ricordiamo il caso del bandito sardo Graziano Mesina che fu graziato, gli venne revocata e tornò in carcere”.