"BUONGIORNO presidente. Buongiorno direttore". Gli operai in livrea Lamborghini sorridono al passaggio del nostro drappello. In testa Stephan Winkelmann, presidente e ad della celebre fabbrica di auto di lusso di Sant’Agata Bolognese. Al suo fianco Ranieri Niccoli, chief manufacturing officer che fa da Cicerone. Winkelmann saluta, parla con chi si avvicina, poi si volta a precisare che l’accoglienza non era organizzata. "Non conviene, scherza? Al di là dei report, in questi anni è proprio dalla reazione spontanea dei dipendenti al mio passaggio che ho capito come stesse davvero l’azienda". Lo stato di grazia di oggi, d’altronde si riflette nei numeri: 10.600, auto prodotte nel 2025 da oltre 3mila dipendenti su due linee di assemblaggio. Una è multimodello, l’altra dedicata al Suv Urus. E poi il lavoro del carbonio, la verniciatura a colori infiniti, la selleria, il reparto di finizione, con le auto attorniate di persone per i test finali.

Niccoli, a chi di loro spetta l’ultima parola?

"L’ultima parola spetta alla strada".

Una bella metafora.

"Ma non è una metafora. L’ultimo passaggio, prima della consegna, è un giro di un’ora, un’ora e mezza, sulla viabilità ordinaria di Sant’Agata".