«La settimana di quattro giorni sta portando buoni risultati in termini di quante vetture riusciamo a produrre sugli impianti. La scelta si è dimostrata azzeccata anche per la diminuzione delle assenze per malattia e degli infortuni. Oltre che per la soddisfazione persone. Inoltre è più facile prevedere i riposi». Lamborghini tira le somme e promuove la settimana di quattro giorni introdotta con un accordo aziendale del 2023. Umberto Tossini, responsabile risorse umane, cultura e organizzazione del marchio controllato da Audi-Volkswagen, sottolinea l’aumento della produttività. La settimana di quattro giorni in Lamborghini riguarda il 70% degli addetti della produzione (che sono 1.397 su 3.000 dipendenti totali, quindi interessa un migliaio di persone). Dove si lavora su due turni (nelle catene di montaggio di Revuelto e Temerario, per esempio) le settimane di quattro giorni si alternano a quelle di cinque. Nella produzione della Urus e nel reparto verniciatura, dove si lavora su tre turni, le settimane corte sono due sì e una no. I giorni di lavoro in meno sono in parte «pagati» dagli stessi lavoratori con la rinuncia a una quota di riposi.