di
Pietro Bruni
Possono rovinare un pranzo all'aperto e in alcuni casi il loro attacco può essere pericoloso. Ma ci si può difendere in modo semplice e naturale. Con buon senso e trappole fai-da-te. Ecco cosa fare
Le vespe hanno un talento particolare: riescono a trasformare un pranzo all’aperto in una prova di autocontrollo collettiva. Basta una fetta di prosciutto o un bicchiere di succo perché comincino a girare intorno al tavolo, mentre noi agitiamo furiosamente tovaglioli, cappelli e qualunque altra cosa sembri, in quel momento, dotata di una qualche utilità contundente. I calabroni aggiungono alla faccenda una certa imponenza scenica: frequentano la frutta matura e le fonti d’acqua, arrivano con un ronzio da elicottero e sembrano essersi assunti personalmente il compito di rovinarci la permanenza in giardino.
Questo non toglie che vespe e calabroni abbiano una loro utilità negli ecosistemi. Predano bruchi, mosche e altri insetti, contribuendo a contenerne le popolazioni, e visitano i fiori in cerca di sostanze zuccherine, partecipando anche all’impollinazione. Tutte attività che siamo perfettamente disposti ad apprezzare finché si svolgono a una distanza ragionevole dal nostro bicchiere e non ci costringono a sventolare un tovagliolo con la compostezza di chi sta spegnendo un incendio.






