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Un delitto efferato, senza causale. Compiuto da Franco De Grandis, 66 anni, dipendente di una ditta di pulizia. A cadere sotto i colpi esplosi dalla pistola dell’omicida, un pizzaiolo, Luigi Carbone, 48 anni. La scena del delitto? Il parcheggio antistante un’anonima palazzina del quartiere popolare di via Popilia, a Cosenza. Il corpo della vittima è stato trovato, nel gennaio scorso, all’interno d’una vettura.
De Grandis, messo subito alle strette dal procuratore capo, Vincenzo Capomolla e dal pm Veronica Rizzaro, ammise le sue responsabilità consegnando pure l’arma usata, ma offrì come movente del fatto di sangue argomenti deliranti.
La perizia psichiatrica disposta successivamente dal gip, Letizia Benigno, ha stabilito che il 66enne ha una seminfermità mentale; tesi questa smentita dal consulente di parte della difesa, il professore Paolo De Pasquali, secondo cui De Grandis sarebbe totalmente incapace d’intendere e di volere.
Per l’autore del delitto la magistratura inquirente ha disposto il giudizio immediato ma il suo difensore, l’avvocato Amabile Cuscino, ha formalizzato invece una richiesta di rito abbreviato. Franco De Grandis dovrà pertanto essere giudicato dal Gup. Il capo d’imputazione è l’omicidio semplice, perché sono state escluse eventuali circostanze aggravanti. La data dell’inizio del processo a suo carico sarà fissata nei prossimi giorni. I familiari della vittima si costituiranno parte civile.






